L’IMPORTANZA DEL CONTATTO FISICO TRA GENITORI E FIGLI

Un abbraccio, una carezza o tenersi per mano possono alleviare la tristezza o aiutare a ridurre gli effetti dello stress. Pertanto, i genitori devono essere consapevoli dell’importanza del contatto fisico nell’educazione dei figli, soprattutto quando sono più giovani, poiché l’interazione fisica ha una grande influenza sulla salute, sullo sviluppo fisico, emotivo, mentale e cognitivo dei bambini.

Il contatto fisico tra genitori e figli innesca una serie di meccanismi fisiologici che contribuiscono a migliorare l’umore e la salute in generale. Un abbraccio in un momento di stress aiuta a ridurre la produzione di cortisolo che è la causa dello stress.

Oppure una carezza sulla tempia di un bambino può aiutarlo ad addormentarsi, poiché, con il contatto fisico, aumentano i livelli di serotonina, una sostanza legata alla regolazione dell’umore e del sonno.

Per questo l’importanza del contatto fisico nell’educazione dei bambini è giustificata dagli innumerevoli benefici che comporta sotto molti aspetti. Quindi, se i bambini crescono in una famiglia in cui si dimostra affetto anche attraverso l’interazione fisica, avranno importanti benefici come:

  • Migliori relazioni sociali e comunicative;
  • Riduzione e miglior gestione degli stati di ansia o di stress;
  • Riduzione della percezione del dolore;
  • Miglioramento dell’umore generale;
  • Aumento dell’autostima e della motivazione;
  • Incremento dei processi di apprendimento.

La vicinanza dei genitori e l’intimità fisica con i loro figli, fin dalla più tenera età, consentono di sviluppare un rapporto più profondo con loro anche quando saranno adolescenti o adulti.

Il contatto fisico con i figli è una forma di comunicazione non verbale, attraverso la quale i genitori possono dialogare, negoziare ed educare i propri figli.

Contatta la dott.ssa Vanesa Rojas al 339-250.9358

Evento imperdibile

Ciao a tutti,

sabato 17/04 alle ore 18, la collega Irene Fontanarosa ed io vi aspettiamo numerosi per conversare sulla gestione della rabbia dei bambini e dei genitori.

Cari saluti.

Dott.ssa Vanesa Rojas

LA RABBIA DEI GENITORI, COME GESTIRLA

La rabbia nei confronti dei figli è un’emozione frequente, che ci impedisce di svolgere al meglio la nostra genitorialità e di fare le scelte giuste. Inoltre, non ci aiuta ad insegnare ai figli ciò che vorremmo.

La rabbia influenza il nostro modo di pensare, di comportarci e di vivere la vita di tutti i giorni. Genera tensione e insoddisfazione, in noi e nei nostri figli.

Capire da dove nasce la rabbia e apprendere alcune strategie per gestirla, ci permetterà di limitarne la frequenza e l’intensità, facendo spazio a una genitorialità positiva e costruttiva e a una comunicazione equilibrata con i figli.

Comprendere le cause che scatenano la rabbia è il primo passo per controllare i nostri impulsi e per aiutarci alla loro prevenzione e alle possibili soluzioni.

Vivere significa provare molti stati d’animo in risposta a stimoli interni ed esterni. Tutti ci arrabbiamo come reazione naturale e biologica alle minacce e alla frustrazione. La rabbia ci spinge a comportamenti aggressivi che hanno l’obiettivo di proteggerci da situazioni di pericolo e va interpretata come un necessario meccanismo di sopravvivenza dell’uomo.

Il problema nasce quando, questa reazione istintiva, non è giustificata e ci arrabbiamo anche in situazioni che non lo richiederebbero.

È la nostra personalità che determina l’intensità e la rapidità con cui perdiamo le staffe. Alcuni tendono ad arrabbiarsi con più facilità di altri, esprimendo questa emozione in modo diverso (urlare, trattenere la rabbia, somatizzare, ecc.).

La rabbia non può essere eliminata né deve esserlo. Il vero problema non è la rabbia in sé, ma le reazioni che provoca.

Invece che provare a non arrabbiarci o a trattenere la rabbia, sarebbe meglio concentrarci nel rispondere adeguatamente alla situazione che ci troviamo ad affrontare. Più si tenta di frenare la rabbia in situazioni che mettono alla prova il nostro autocontrollo, più intensa sarà l’esplosione con cui essa si manifesterà.

La collera di un genitore, l’aggressione fisica o le parole che feriscono possono creare buchi nei rapporti. Un’ostilità ricorrente o frasi e gesti violenti possono segnare a lungo la personalità di un bambino ed è molto importante imparare a controllare la rabbia per evitare di spingerci in questa zona.

Strategie per Controllare la Rabbia

  • Osservarsi e fermarsi non appena vi rendete conto che vi state arrabbiando;
  • Allontanarsi, cioè prendere le distanze tra voi e vostro figlio;
  • Concedetevi un po’ di tempo per calmarvi, per esempio facendo dei respiri profondi;
  • Analizzate la situazione e cercate di comprendere quello che è realmente accaduto, per avere una visione più chiara ed esatta del problema. Scegliete espressioni chiare e semplici in grado di esprimere con precisione ciò che ha scatenato la vostra rabbia.

A volte, vostro figlio si è effettivamente comportato male e ciò ha innescato la vostra rabbia. Pertanto, anche se la vostra reazione è stata inopportuna, anche il suo comportamento lo è stato. In questo caso, la cosa migliore da fare è chiedere scusa e pretendere le sue scuse. Sarà un’occasione per insegnare ai vostri figli un’importante lezione di vita, dimostrando loro che, quando si commettono errori, chiedere scusa è la cosa giusta da fare.

Riflettiamo:

Come vi rapportate con la rabbia?

Come la gestite?

CONTATTA LA DOTT.SSA VANESA ROJAS AL 339-2509358

TOLLERARE LE NOSTRE FRUSTRAZIONI

Tollerare le frustrazioni significa accettare che non sempre possiamo ottenere ciò che vogliamo.

La vita è piena di situazioni e di risultati che ci allontanano dalle nostre aspettative. Fa parte del nostro processo di maturazione imparare ad accettare e gestire questa realtà. Perché, se ciò non avvenisse, vivremmo con una bassa tolleranza alle frustrazioni e dovremmo affrontare molte sofferenze.


La frustrazione è un vissuto emotivo che si presenta quando un desiderio, un progetto, un’illusione o un bisogno non riesce ad essere soddisfatto.

Quando ciò accade, gli adulti e anche i bambini, sperimentano una serie di emozioni come: rabbia, tristezza, angoscia, ansia, ecc.

Tollerare le frustrazioni significa essere in grado di gestire i problemi e i limiti che ci troviamo ad affrontare nel corso della vita, nonostante i disagi che ci causano. Si tratta quindi di una reazione che può essere lavorata e sviluppata.

Provare frustrazione è normale quando le cose non vanno come speriamo o vogliamo. Il problema sorge quando le nostre reazioni alla situazione che ci frustra genera un eccessivo disagio e ci allontana ancora di più dal raggiungere i nostri obbiettivi.

Bisognerà allora lavorare a livello emotivo, utilizzando strategie che ci aiutino ad avere una maggiore tolleranza alle frustrazioni e che ci permettano di affrontare in modo efficace le difficoltà e i limiti che la vita ci presenta.

Le persone che imparano a tollerare le frustrazioni tendono ad avere un basso livello di stress, sono in grado di mantenere la calma di fronte agli imprevisti e non permettono ai problemi di disturbarli eccessivamente. Inoltre, sono in grado di sopportare maggiormente i dolori, le sofferenze e i fallimenti che fanno parte della vita.

Quando non siamo in grado di tollerare il minimo fastidio o contrattempo o ritardo nel soddisfare i nostri desideri, corriamo il rischio di diventare persone reattive che, di fronte a circostanze avverse, assumono un atteggiamento passivo e negativo che causa uno stress inutile e, di conseguenza, una maggiore insoddisfazione.

Accettare e capire che la frustrazione fa parte della nostra vita è il primo passo per iniziare a gestirla. In ogni momento possiamo decidere di modificare il nostro atteggiamento e lavorare sulle nostre aree carenti.

Quindi, se trovi difficile affrontare le avversità, se le percepisci come un’enorme ingiustizia, se senti un grande disagio quando i tuoi desideri non si avverano, ricorda che puoi cambiare.

Cosa Fare?

  • Non controllare tutto,
  • Il controllo non ti dà la possibilità di modificare ciò che accade, ma ti priva della tua tranquillità,
  • Non cercare di prevedere ogni evento della tua vita,
  • Non temere l’incertezza o il cambiamento,
  • Sii flessibile,
  • Fissa obbiettivi realistici, perché è ingenuo credere che possiamo ottenere tutto ciò che vogliamo e che non affronteremo mai nessuna avversità.


È assolutamente normale avere sogni e desideri e lavorare per riuscire a realizzarli. Però, se non ci riuscissimo, non dovremmo bloccarci, ma dovremmo cercare alternative. Imparare e sviluppare la nostra tolleranza alle frustrazioni è un processo di apprendimento che inizia durante l’infanzia e che non si esaurisce mai.

Richiede pazienza e perseveranza, ma il risultato vale la pena, perché tollerare le frustrazioni ci permetterà di avere una vita più serena ed equilibrata.

Contatta la dott.ssa Vanesa Rojas al 339-250.9358

L’IMPORTANZA DI ASCOLTARE I FIGLI, QUALI ATTEGGIAMENTI ASSUMERE?

Molti genitori si lamentano che i loro figli non parlano con loro. Gli specialisti ritengono che questo fenomeno non sia solo una questione di personalità del bambino, ma, spesso, sia dovuto a errori dei genitori.

È normale che ci siano bambini meno comunicativi di altri, ma a volte siamo noi stessi a favorire questa mancanza di comunicazione, perché non sempre sappiamo ascoltarli.

Come adulti identifichiamo facilmente quando qualcuno non ci presta attenzione o non sembra interessato a quello che stiamo dicendo. Anche i bambini si accorgono di questo disinteresse.

L’importanza di una comunicazione efficace con i bambini inizia prima della nascita, di fatto si è dimostrato che il feto può riconoscere la voce della madre.  Secondo gli esperti, ascoltare i nostri figli è importante quanto dar loro una carezza. Per un bambino, sentirsi ascoltato significa potersi fidare di chi lo ascolta.

Stiamo davvero ascoltando i nostri figli con attenzione o solo per obbligo?

Mostriamo interesse in quello che ci dicono?

È tipico dire: “Me lo dici più tardi, ora sono occupato”, senza considerare che quello che vuole dirci forse per lui è importante. Senza rendercene conto potremmo ripetere questo schema regolarmente e ciò indurrà il piccolo a pensare che parlare con i suoi genitori sia uno sforzo inutile.

DOTT.SSA VANESA ROJAS

Come comportarsi?

NON COSTRINGERLO A PARLARE

Perché il bambino ti parli devi aver guadagnato la sua fiducia; non aspettare che ti dica le cose per forza. Quindi nessun ultimatum o richieste brusche. 

CERCA DI NON INTERROMPERLO

Ricordiamoci che ai bambini non è facile trovare le parole giuste per esprimersi.

È quindi importante aspettare che finiscano di parlare per chiedere o commentare.

Oltre ad essere un buon esercizio di comunicazione, è una delle chiavi per imparare ad ascoltare.

PRATICA L’ASCOLTO ATTIVO

Il metodo dell’ascolto attivo consiste in una serie di misure atte a migliorare la comunicazione con i bambini, mostrando un vero interesse per quello che dicono, mettendosi alla loro altezza, guardandoli negli occhi e conversando con loro.

EVITA DI GIUDICARLO

Anche se non siamo d’accordo con quello che ci dice, è bene aspettare che finisca ed evitare di giudicarlo.

Prenditi un po’ di tempo per ascoltarli, senza “distrattori” come la TV o il cellulare.

Alleniamoci!

CONTATTA LA DOTT.SSA VANESA ROJAS AL 339-250.9358

L’ AUTOSABOTAGGIO E LA PAURA AL CAMBIAMENTO

Certo avrai sentito parlare dell’autosabotaggio, nonostante ciò, è possibile che tu te lo stia facendo senza rendertene conto.

L’autosabotaggio, mentale o emotivo, è un comportamento, inconscio o semicosciente, della nostra mente che ostacola il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Goethe diceva che “Le difficoltà aumentano quanto più ci avviciniamo all’obiettivo“.

Secondo alcuni autori, l’autosabotaggio è un meccanismo di difesa inconscia della nostra mente per evitarci possibili sofferenze, situazioni di stress o situazioni sconosciute.

L’obiettivo dell’autosabotaggio è quello di mantenere la persona all’interno della sua zona di comfort, dentro la quale tutto è facile o almeno prevedibile. 

Elencherò alcune cause dell’autosabotaggio, perché conoscendole è possibile evitarle ed ottenere più facilmente ciò che ci si propone:

  • Mancanza di autocontrollo,
  • Mancanza di motivazione,
  • Pressioni elevate durante l’infanzia.
  • Non sapere veramente cosa si vuole ottenere,
  • Bassa autostima.
  • Mancanza di sicurezza in sé stessi,
  • Credenze limitanti (la persona non merita il proprio successo),
  • Obiettivi imposti da terzi,
  • Paura di un fallimento,
  • Rimandare continuamente,
  • Paura di cambiare e uscire dalla zona di comfort,
  • Insicurezze,
  • Paura di non essere all’altezza delle aspettative degli altri.

Conoscere le cause dell’autosabotaggio aiuta ad essere consapevoli del gioco che la nostra mente sta conducendo. Non è un caso che i comportamenti di autosabotaggio compaiano di fronte a decisioni che implicano cambiamenti e responsabilità e interferiscano con i progetti e le possibilità di evoluzione della persona.

Dobbiamo presumere che dietro ogni manifestazione di autosabotaggio ci sia la paura e la mancanza di fiducia in sé stessi. Solo affrontando l’autosabotaggio potremo progredire vedendo che le cose non sono così terribili come la nostra mente ce lo fa pensare.

CONTATTA LA DOTT.SSA VANESA ROJAS AL 339.250-9358

WEBINAR: COMUNICAZIONE EFFICACE TRA GENITORI E FIGLI

INSTAGRAM: PSICO_EMOTIVA

27 FEBBRAIO 2021

Oggi parleremo di un argomento molto interessante, cioè della comunicazione efficace con i nostri figli. 

Ma prima è importante porci alcune domande:

Comunichiamo bene con i nostri figli?

Perché è importante avere una buona comunicazione?

Cosa vuole dire comunicare efficacemente?

Cosa possiamo fare per stabilire una buona comunicazione con i figli?

Abbiamo scelto questo tema perché nel rapporto quotidiano con i figli, i conflitti e gli scontri di opinioni sono all’ordine del giorno. Imparare a comunicare in modo efficace con il nostro bambino è fondamentale per ottenere un equilibrio in famiglia.

Dott.ssa Vanesa Rojas & Dott.ssa Patricia Rojas

CONTATTA LA DOTT.SSA VANESA ROJAS AL 339-250.9358